La nuova vita. Fausto Bertoglio
di Claudio Visci
Professionista dal 1973 al 1980, Fausto Bertoglio, nella sua breve carriera nella massima categoria, vinse il Giro d’Italia del 1975, sullo spagnolo Francisco Galdos, in un duello rusticano a due sull’arrivo del Passo dello Stelvio nell’ultima tappa spettacolare della corsa rosa. Nel 1976 vinse la Coppa Placci e giunse al terzo posto al Giro d’Italia e fu nono al Tour de France. Abbandonò l’attività agonistica nel 1980, dopo aver fatto il gregario di lusso a Francesco Moser. Ora si gode la meritata pensione a 70 anni, dopo aver aiutato il figlio Andrea, nella bottega artigiana di sport e bici a San Virgilio di Concesio in provincia di Brescia. Ed è circondato dall’affetto della moglie Giuseppina, dei figli Paolo, ex professionista, Andrea e della nipotina Lorena. È stato sempre un tipo taciturno e introverso, però il ciclismo in questi anni lo ha dimenticato.
Bertoglio è stato un grande ciclista che ha corso giusto il tempo in cui coniugava passione, lavoro e risultati. Ricordo la mitica scalata sullo Stelvio tra i muri di neve. Bei ricordi giovanili di un ragazzo appassionato di ciclismo. È stato uno sportivo serio Bertoglio poco incline alle facili esaltazioni dei giornalisti pennaioli. Bravo Bertoglio.