Archivio mensile:Gennaio, 2020

Tricolori di Ciclocross a Schio. Titoli a Dorigoni e Lechner

di Claudio Visci

Il bolzanino Jakob Dorigoni si conferma a Schio, in provincia di Vicenza, conquistando il titolo italiano degli élite di ciclocross, davanti a Gioele Bertolini e a completare il podio Nicolas Samparisi. Dopo un inizio di stagione cominciata male, con la frattura dello scafoide che lo ha costretto anche a rinunciare ai campionati europei, si prospetta per il nuovo campione nazionale, un finale di stagione luminoso. In campo femminile, vittoria di Eva Lechner, 11° titolo italiano, al secondo posto Alice Arzuffi. Nella categoria juniores, il veneto Davide Del Pretto, batte Lorenzo Masciarelli. Successo a sorpresa del laziale di Anzio, Antonio Folcarelli su Davide Toneatto e al terzo posto Marco Pavan.



Van Der Poel si laurea campione nazionale

di Claudio Visci

Il fuoriclasse olandese Mathieu Van Der Poel  si aggiudica alla grande il titolo olandese di ciclocross, svoltosi a Rucphen. Il campione del mondo, che adesso difende i colori della nuova squadra della Alpecin- Fenix, ha dominato la prova dall’inizio alla fine, confermando di essere il favorito al mondiale in Germania a febbraio. Per il talentuoso Van Der Poel si tratta del 6° successo stagionale del 2020 e la 20 vittoria nella specialità di re del fango. Alla piazza d’onore si è classificato Lars Van der Haar, mentre il podio  è stato completato da Joris Nieuwenhuis.

 



La nuova vita. Gilberto Simoni

di Claudio Visci

Il trentino Gilberto Simoni detto “Gibo”, nato il 25 agosto 1971, a Palu’ di Giovo, nel paese natale della dinastia dei Moser. Professionista dal 1994 al 2010 è stato uno tra i ciclisti italiani con il miglior rendimento nelle corse a tappe negli ultimi vent’anni, avendo vinto 2 Giri d’Italia nel 2001 e nel 2003. Nelle 15 partecipazioni alla corsa rosa ha ottenuto anche 1 secondo nel 2005 e 4 terzi posti. Gilberto Simoni che oggi ha 46 anni, sposato con Arianna Sebastiani, ha avuto tre figli, Clarissa 12 anni, Sofia 16 anni, Enrico 13 anni, ciclista nella categoria allievi. Scalatore puro, ha conquistato tappe nei tre Grandi Giri, oltre ad imporsi ad alcune classiche del calendario nazionale. Nel 2001 al mondiale di Lisbona, si presenta in grande forma all’importante corsa iridata e nel finale viene raggiunto clamorosamente da un suo compagno di nazionale, Paolo Lanfranchi. Una decisione a dir poco scandalosa, di cui Gibo poteva indossare la maglia arcobaleno. Adesso, Gilberto Simoni organizza viaggi in bicicletta per ammirare paesaggi stupendi, in Himalaya, Nepal,  Costarica e Brasile.



E’ scomparso il forte pistard Guido Messina

di Claudio Visci

Il più forte inseguitore italiano di tutti i tempi. Si è spento ieri nella sua casa di Casalette, vicino a Torino, all’età di 89 anni, Guido Messina. Nella sua splendida carriera, oltre al titolo olimpico a Helsinki nel 1952, nel quartetto, si aggiudicò anche 5 mondiali e 7 titoli italiani. Su strada vinse la prima tappa del Giro d’Italia del 1955 e vestì ,  la maglia rosa. Da circa un anno, dopo la morte del romagnolo Minardi, era la maglia rosa più anziana vivente. Professionista dal 1954 al 1962, ha difeso i colori della Ignis e Molteni. La vittoria più prestigiosa della sua carriera fu nel 1955 al Vigorelli di Milano- in quella che venne definita “La Sfida del Secolo”. L’avversario sconfitto da Messina, era il campionissimo Fausto Coppi.



La nuova vita. Fausto Bertoglio

di Claudio Visci

Professionista dal 1973 al 1980, Fausto Bertoglio, nella sua breve carriera nella massima categoria, vinse il Giro d’Italia del 1975, sullo spagnolo Francisco Galdos, in un duello rusticano a due sull’arrivo del Passo dello Stelvio nell’ultima tappa spettacolare della corsa rosa. Nel 1976 vinse la Coppa Placci e giunse al terzo posto al Giro d’Italia e fu nono al Tour de France. Abbandonò l’attività agonistica nel 1980, dopo aver fatto il gregario di lusso a Francesco Moser. Ora si gode la meritata pensione a 70 anni, dopo aver aiutato il figlio Andrea, nella bottega artigiana di sport e bici a San Virgilio di Concesio in provincia di Brescia. Ed è circondato dall’affetto della moglie Giuseppina, dei figli Paolo, ex professionista, Andrea e della nipotina Lorena. È stato sempre un tipo taciturno e introverso, però il ciclismo in questi anni lo ha dimenticato.



A meta’ gennaio 2020- ciclismo in breve – Seguiremo tra poco le prime due gare dei professionisti: Australia e Argentina – Lunedi 13 gennaio 2020 ritorna: Storie di Eroi del Ciclismo

 



Il ritorno clamoroso di Bjarne Riis

di Claudio Visci

Il vincitore del Tour de France del 1996, ritorna alla grande nel mondo del ciclismo Bjarne Riis, il tecnico danese, uno dei più quotati, sarà il manager del team NTT, squadra sudafricana diretta da Doug Ryder, inserita nel World Tour. Ricomincia da qui, dunque, la nuova avventura dell’ex corridore che vinse la corsa francese, il quale dopo ammise di aver assunto sostanze dopanti per portare a casa l’importante maglia gialla. Bjarne Riis, nato a Herning, il 3 aprile 1964, è un dirigente sportivo, ex ciclista su strada. Professionista dal 1986 al1999, oltre ad aggiudicarsi il Tour, si affermò all’Amstel Golf Race nel 1997, tre campionati danesi e alcune tappe al Giro d’Italia. Dal 2001 al 2008 guidò il team CSC, tecnico di Ivan Basso e poi Saxo Hank e Tinkoff, con il capitano Alberto Contador. Bjarne Riis e gli imprenditori danesi Lars Seier Christensen e Jan Bech sono i proprietari della società Virtù Cycling, pronto ad affiancare il Team NTT Cycling.



La nuova vita. Claudio Chiappucci

di Claudio Visci

È soprannominato “El Diablo”, stiamo parlando di Claudio Chiappucci, nato a Uboldo ( VA ) il 28 febbraio  1963, è un ex ciclista su strada, pistard e ciclocrossista italiano. Professionista dal 1985 al 1998, vinse una Milano- Sanremo per distacco nel 1991, sul danese Sorensen, due Giri del Piemonte, tre tappe al Tour de France e una al Giro d’Italia. Al Tour del 1992, vinse una tappa con arrivo al Sestriere, compiendo una delle più grandi imprese nella storia del ciclismo. Sposato con Rita Arrighini, ha avuto due figli, Samantha e Samuele, entrambi sportivi come il padre. In passato ha partecipato al programma Beato tra le Donne VIP,  condotto da Paolo Bonolis.  Nel 2006 ha preso parte all’Isola dei Famosi, arrivando al secondo posto. Ha divorziato dalla moglie Rita e ha conosciuta Clementine, una bella fanciulla francese di 32 anni.



Sei Giorni di Rotterdam- vittoria in casa per Havik e Stroetinga

di Claudio Visci

Alla Sei Giorni di Rotterdam, la coppia olandese  Yoeri HavikWin Stroelinga  sono i re della Sei Giorni in pista con 384 punti finali. È considerata fra le più prestigiose del circuito internazionale delle Sei Giorni. La prima edizione fu nel 1936, poi riprese nel 1968, con la vittoria di due mostri della pista come Peter Post e Patrick Sercu. I due successi italiani furono nel 1986 ad opera del grande Francesco Moser, insieme all’australiano Danny Clark, mentre l’anno dopo nel 1987 s’impose Pierangelo Bincoletto, accoppiato sempre con Clark. Per Win Stroelinga, della squadra Monkey Town Continental si tratta della seconda vittoria ottenuta a Rotterdam, dopo il trionfo nel 2012 con l’altro olandese Peter Schep. Alla piazza d’onore la coppia belga composta da Moreno De Pauw e Jan Willem Van Schip e al terzo posto i belgi Kenny De Ketele e Robbe Ghys. Solo quarto Niki Terpstra, vincitore del 2019 con Thomas Boudat.



Barbin, senza squadra si ritira dal ciclismo

di Claudio Visci

Dopo 7 anni di professionismo, rimane senza squadra nel 2020 e chiude la carriera, il 29 enne, Enrico Barbin, ciclista di Treviglio, in provincia di Bergamo. Professionista dal 2013, ha corso sempre alla corte di Bruno e Roberto Reverberi alla Bardiani CSF. Il lombardo, scalatore, nella sua breve militanza nella massima categoria, ha colto una vittoria in una tappa al Tour de Langkawi nel 2017. Ha partecipato a 4 edizioni del Giro d’Italia, senza ottenere risultati di prestigio. È stato un ottimo gregario, altruista e sempre a disposizione della squadra romagnola. “È stato un anno disastroso anche a causa di problemi fisici, ha dichiarato Barbin. La mia avventura nel ciclismo finisce qui”. Resta un po’ di rammarico di un giovane che non ha trovato un contratto e deve dare addio alle due ruote, ma la vita continua.