Archivio mensile:Luglio, 2020

Riparte in toscana con due cronoscalate a luglio riservate ai dilettanti under 23

di Claudio Visci

Sabato 18 luglio si riapre la stagione agonistica per dilettanti under 23. Tornerà la cronoscalata Barberino di Mugello- Passo della Futa- Memorial. Gastone Nencini. Si ricorda la straordinaria vittoria di 60 anni fa nel Tour de France del compianto Gastone Nencini. L’arrivo sarà posto di fronte alle stele del grande campione toscano. Il percorso misura 14,5 km ospitò per diversi anni anche la crono riservata ai professionisti. La prima edizione fu vinta da Baronchelli, poi si affermarono Saronni, Moser, Chioccioli, e la doppietta di Casagrande che detiene il record della corsa. La seconda cronoscalata si svolgerà domenica 26 luglio nella zona di Calenzano.



Gloria e tragedie. Marco pantani 2004

di Claudio Visci

Concludiamo questa serie di capitoli e racconti struggenti con Marco Pantani, il “Pirata” di Cesenatico. Un grandissimo campione che ha suscitato ammirazione, commozione e malinconia. La sua vita, dopo la sua morte ha ispirato molti libri e film, di un corridore grande scalatore, ma anche un uomo molto fragile. Debuttò tra i professionisti nel 1993, e al Giro d’Italia del 1994 salì sul podio finale a Milano, con due tappe vinte, mentre al Tour concluse al terzo posto. Il suo anno magico è stato il 1998, andando a conquistare, dopo Fausto Coppi, l’accoppiata Giro e Tour nello stesso anno. Fu trovato morto il 14 febbraio 2004, giorno di San Valentino in una stanza di un hotel a Rimini. Una morte, ancora oggi avvolta nel mistero, di un personaggio amatissimo.



Storie di eroi e giganti del ciclismo. Ivan Basso

di Claudio Visci

Il varesino Ivan Basso, nato a Gallarate il 26 novembre 1977, è stato soprannominato “Ivan il Terribile”, è considerato uno dei migliori corridori di corse a tappe degli anni 2000. Nella sua luminosa carriera ha vinto due edizioni del Giro d’Italia, nel 2006 e nel 2010, e si è piazzato sul podio al Tour de France, terzo nel 2004 e secondo nel 2005. Nella categoria dilettanti under 23 ottiene l’oro al mondiale di Valkenburg, in Olanda. Nelle classiche ” Monumento” in linea si classifica al posto d’onore alla Liegi-Bastogne Liegi nel 2002 e un terzo al Giro di Lombardia. Al Giro d’Italia fu terzo nel 2009 e quarto posto alla Vuelta sempre nello stesso anno. Ha corso con tante squadre, tra cui le più importanti casacche della Fassa Bortolo, Team CSC, Discovery Chanel, Liquigas e Tinkoff, del magnate russo Oleg Tinkov. Si è ritirato nel 2015, dopo 35 vittorie. Oggi Ivan Basso, 42 anni, vive a Cassano Magnago con la moglie Micaela e i quattro figli: Domitilla, Santiago, Levante e Tai. Dopo aver attraversato un periodo molto difficile a causa di un tumore, poi guarito, adesso collabora con Alberto Contador ad allestire una formazione Continental: la Kometa Cycling Team.



Lutto. Addio ad annunzio colombo

di Claudio Visci

È scomparso Annunzio Colombo, nato a Fara Gera D’Adda il 10 luglio del 1955. Aveva 64 anni. Fu professionista dal 1977 al 1980 e corse con le divise della Zonca Santini, CBM-Fast e alla Famcucine-Alan. Nella sua breve carriera non ha ottenuto vittorie, solo un piazzamento sul podio al Giro d’Italia nel 1977 nella tappa di Varzi. Da molti anni abitava in Brasile, nella città di San Paolo.



Gloria e tragedie. Fabio casartelli 1995

di Claudio Visci

Lassù sui Pirenei. Tour de France 1994 nella discesa del Col di Porter D’Aspet, al km 34 trova la morte il povero Fabio Casartelli. Era il 18 luglio con il traguardo posto a Cauteretes. Quell’immagine crudele impressa nella nostra memoria, di un giovane professionista 24 enne di Albino, vicino Como. Dopo una straordinaria carriera nei dilettanti, culminata con il titolo olimpico nella prova su strada ai Giochi di Barcellona del 1992. Una caduta terribile contro un muretto di cemento. Non aveva il casco. Portato d’urgenza in elicottero all’ospedale di Tarbes, il trauma cranico era devastante. Di lì a poco il decesso improvviso. Addio Fabio. Non poté riabbracciare il piccolo Marco, nato da due mesi.

 



Giro d’Italia, ecco le tre wild card: androni, bardiani e vini zabu’

di Anna Santilli

Un tris di squadre italiane hanno ottenuto la wild card per partecipare al prossimo Giro d’Italia, che partirà il 3 ottobre con una cronometro individuale a Palermo, per concludersi il 25 sempre a crono a Milano. La RCS, società organizzatrice dell’importante evento sportivo, ha diramato l’elenco delle 22 formazioni composte da otto corridori, tra cui le 19 squadre del World Tour. Le tre compagini azzurre che hanno ottenuto l’invito speciale sono: Androni-Giocattoli Sidermec del manager Gianni Savio,Bardiani-CSF Faizane’ di Roberto Reverberi e Vini Zabu’- KTM di Angelo Citracca.



Lo squadrone deceuninck-Quick step in ritiro al passo san pellegrino

di Claudio Visci

Il team belga Deceuninck -Quick Step, diretto dal manager Patrick Lefevere si raduna dal 6 al 23 luglio in un campo di allenamento in quota al Passo San Pellegrino, in Val di Fassa. I 27 corridori della squadra più forte al mondo farà uno stage di quasi venti giorni, in vista di tornare presto alle corse internazionali. La prima uscita sarà alla Vuelta Burgos, in Spagna dal 29 luglio al 2 agosto 2020. I tre ciclisti italiani che difendono i colori bianco- azzurro sono: Ballerini Davide, Bagioli Andrea e Cattaneo Mattia. Il francese Julian Alaphilippe punterà al Tour de France, dopo l’ottima prestazione nel 2019 e il promettente 20 enne belga Remco Evenepoel prenderà parte al Giro d’Italia.



Gloria e tragedie. Benoni Beheyt

di Claudio Visci

Il belga Benoni Beheyt, nato a Zwijnaarde il 27 settembre del 1940. Nella sua breve carriera conquistò a sorpresa il campionato del mondo del 1963 a Renaix, tradendo il suo capitano e favorito della corsa iridata Rio Van Looy. Vinse anche il Giro del Belgio e la classica Gand-Wevelgem. Smise di correre a soli 26 anni e non seppe mai scrollarsi di dosso il peso del tradimento di quel mondiale. Dopo il ritiro, svolse anche il mestiere di poliziotto, finendo però al centro di un caso di cronaca: mentre si esercitava con la pistola ferì mortalmente il figlio piccolo. Adesso Benoni Beheyt, 79 anni, vive in un sobborgo alle porte di Bruxelles, e per un certo periodo ha seguito in moto le grandi classiche del nord.