Archivio mensile:Aprile, 2020

I ciclisti italiani che hanno vinto la liegi- bastogne liegi. Moreno Argentin 1985

di Claudio Visci

Dopo quattro anni dalla vittoria di Silvano Contini, c’è la terza affermazione ad opera di Moreno Argentin nella 71° edizione della Liegi- Bastogne Liegi, la classica delle Ardenne a lui cara, perché poi la vincerà quattro volte di cui tre consecutive, diventando il Principe delle Ardenne. E veniamo al 21 aprile 1985 disputata su di un percorso di 244 km di corsa. Il portacolori della Sammontana, il veneto di San Dona’ di Piave accellera e squote il gruppetto sulle pendenze severe sulla terribile “cote” della Redoute e si porta in avanscoperta fino all’arrivo di Liegi, il belga Claude Criquielion( Hitachi) e l’irlandese Stephen Roche( La Redoute) e Argentin brucia in una volata di potenza i due avversari. Al quarto posto si piazza l’altro irlandese Sean Kelly(Skil- Sem) a 16″ secondi e quinto il francese Laurent Fignon(Renault- Elf). Mario Beccia(Malvor), il pugliese arriva all’ ottavo posto, vincitore di una Freccia- Vallone del 1982. Al mondiale nel Veneto dello stesso anno sul circuito del Montello Moreno Argentin conquista il podio con il bronzo.

 

 



10 mila euro per la bici di vincenzo nibali all’asta per la protezione civile

di Claudio Visci

La bicicletta S- Works Roubaix utilizzata dal campione siciliano Vincenzo Nibali durante la famosa tappa con il pavé della Parigi- Roubaix al Tour de France del 2014 da lui vinto alla grande. La bicicletta del campione italiano è stata vinta in Svizzera per la cifra di 10.600 euro, che sarà devoluta a favore della Protezione Civile per l’emergenza del Coronavirus. Un grande gesto nobile del campione italiano che si sta allenando sulle strade di Lugano, in vista della ripartenza delle corse alla fine di luglio. Un’altra asta ha raccolto 6.000 euro, sempre stanziata alla Protezione Civile con in palio alcune maglie iridate dei campioni del mondo come Mathieu Van Der Poel, Ceylin AlvaradoAlessandro Ballan.



I ciclisti italiani che hanno vinto la Liegi- Bastogne Liegi. Silvano Contini 1982

di Claudio Visci

Dopo 17 anni di digiuno un italiano, Silvano Contini(Bianchi) riesce a vincere la 69° edizione della Liegi- Bastogne Liegi del 1982. In una giornata funestata dal maltempo, il lombardo Contini entrò in un tentativo di quattro corridori comprendente i belgi Alfons De Wolf, vincitore di una Milano- Sanremo e Giro di Lombardia, l’altro belga Claude Criquielion e lo svizzero Stefano Mutter, già secondo nel 1981. Il quartetto di atleti consolidò in maniera netta il vantaggio e andò al traguardo di Liegi, con uno sprint regale l’italiano batté tutti con De Wolf e Mutter al secondo e terzo posto. Dunque, il ciclismo italiano ritorna ai vertici alti del ciclismo internazionale, dopo la vittoria del campano Carmine Preziosi nel lontano 1965. Il corridore di Leggiuno, dopo quella fantastica vittoria sulle strade belghe, non riuscì ad essere un atleta di altissimo livello, ma conquistò solo un terzo posto al Giro d’Italia nel 1982, vinto dal fuoriclasse francese Bernard Hinault.



I piu’ grandi scalatori della storia del ciclismo. Jose’ Manuel Fuente

di Claudio Visci

Lo spagnolo José Manuel Fuente, nato il 30 settembre 1945, è stato uno dei grandi grimper del ciclismo internazionale. Soprannominato “El Tarangu”, fu professionista dal 1970 al 1976 e nei suoi sette anni di carriera vinse due volte la Vuelta di Spagna. Nel 1972, sconfisse Lasa arrivato a 6’34” secondi, mentre nel 1974 batté il portoghese Agostino a soli 11″ secondi dallo scalatore iberico. Vinse anche il Giro di Svizzera nel 1973. Al Giro d’Italia del 1972 arrivò secondo dietro al grande Eddy Merckx a 5’30”. Alla corsa rosa vinse 9 tappe e 15 giorni in maglia rosa e quattro !Agliè verdi della classifica del Gran Premio della Montagna. Al Tour de France del 1973 sembrava destinato alla vittoria, quando trovò sulla sua strada il connazionale Luis Ocana che vinse la Grande Boucle, stavolta fu addirittura terzo, alle spalle anche del francese Bernard Thevenet, che si affermò poi in due Tour nel 1975 e 1977. Si ritirò nel 1976 con la maglia della Bianchi. Morì il 18 luglio 1996, a soli 50 anni, per una pancreatite acuta.



I ciclisti italiani che hanno vinto la Liegi- Bastogne liegi. Carmine Preziosi 1965

di Claudio Visci

Carmine Preziosi nato a San Angelo all’Esca, nel sud della Campania l’8 luglio 1943, vincitore a sorpresa della Liegi- Bastogne Liegi, la classica delle Ardenne in Belgio. Professionista dal 1965 al 1972, ottenne nella sua breve carriera 19 vittorie, tra cui altri successi di prestigio come il Giro del Belgio del 1967 e il Giro dell’Emilia del 1966, oltre ai criterium e kermesse. Emigrò a 20 anni con la famiglia in Belgio a Parcennes, per seguire il padre, impiegato nelle miniere di Charleroi. Ha corso con le divise italiane della Bianchi e Molteni e si ritirò al termine della stagione del 1966 con la maglia della Watney. Il campione irpino si aggiudicò infatti, fu il primo italiano nella storia della “Doyenne”, la più antica classica in linea del calendario internazionale. Uno sprint incredibile di Preziosi che batté di forza l’altro italiano Vittorio Adorni e terzo il belga Van Den Bossche. Un altro importante risultato fu il secondo posto al Giro di Lombardia del 1964, vinto da Gianni Motta. Oggi Carmine Preziosi, 76 anni, vive sempre in Belgio.



Freccia Vallone 2019. Vittoria di Julian Alaphilippe

di Anna Santilli

L’83° edizione della Freccia- Vallone che si svolse il 24 aprile 2019, con la stupenda seconda vittoria consecutiva del fuoriclasse francese Julian Alaphilippe(Deceuninck – Quick Step). Su di un percorso di saliscendi di 195 km, con partenza da Ans e arrivo sul terribile muro di Huy, nella regione belga Vallonia. Al posto d’onore il danese Jakob Fuglsang(Astana) che è stato battuto allo sprint dal francese e terzo posto dell’italiano Diego Ulissi(UAE Emirates) a 6″ secondi. Poi al quarto posto il belga Bjorg Lambrecht(Lotto) a 8″, segue al quinto l’olandese Bauke Mollema(Trek- Segafredo), vincitore nel finale di stagione del Giro di Lombardia. Decimo per Enrico Gasparotto, primo italiano. Dopo due secondi posti nel 2015 e 2016, battuto sempre dallo spagnolo Alejandro Valverde, finalmente Julian Alaphilippe coglie un importante successo. Le affermazioni italiane sono rimaste a quota 18 vittorie, l’ultimo trionfo è stato di Davide Rebellin nel 2009.Sono dieci anni che i nostri corridori non salgono sul podio più alto, sempre che la Freccia delle Ardenne si farà nel 2020.



Ricordo……Michele Scarponi a tre anni dalla scomparsa

di Claudio Visci

Era il 22 aprile 2017, Michele Scarponi si apprestava ad allenarsi a Filottrano, il suo paese nelle Marche. Nella discesa è avvenuta la tragedia, un furgone guidato da un uomo del suo paese, non ha rispettato la precedenza. Un impatto violentissimo che non ha lasciato scampo al simpatico corridore marchigiano. Professionista dal 2002, noto a tutti per le grandi dote di scalatore, Michele Scarponi aveva vinto il Giro d’Italia 2011 dopo la squalifica di Alberto Contador. Qualche giorno prima, si era aggiudicato l’ultima tappa del Tour of Alps e al Giro doveva essere il capitano dell’Astana dopo il forfait di Fabio Aru. Michele era conosciuto e apprezzato anche per le sue doti umane: sorridente, allegro e sempre pronto alla battuta, spesso iniziava gli allenamenti in compagnia del suo pappagallo Frankie, che si appoggiava sul suo casco. Era uno dei corridori più amati in gruppo e ha lasciato un vuoto incolmabile. Ha lasciato la moglie Anna e i due gemelli Tommaso e Giacomo. L’Aquila di Filottrano ha chiuso le ali. Lo ricordiamo sempre con affetto e simpatia.

 



Storie di eroi e giganti della storia del ciclismo. Fiorenzo Magni

di Claudio Visci

Fu considerato il terzo uomo del ciclismo italiano, in quell’epoca dopo Fausto Coppi e Gino Bartali. Fiorenzo Magni nato il 7 dicembre 1920 a Vaiano, in Toscana, scomparso il 19 ottobre 2012 all’età di 92 anni a Monza. Professionista dal 1941 al 1956, nonostante per la capacità di inserirsi nella rivalità famosa di grandi campioni come Coppi e Bartali, conquistò tre Giri d’Italia nel 1948, 1951 e 1955, aggiudicandosi sei tappe e vestendo per 24 giorni la maglia rosa. Al Giro delle Fiandre vinse tre volte consecutive dal 1949 al 1951, guadagnandosi l’appellativo di “Leone delle Fiandre”. Alla corsa rosa ha battuto nei tre Giri vinti Cecchi a soli 13″ secondi; Van Steenbergen a 1’46” e Coppi a soli 12″ secondi. Alla Milano- Sanremo solo un terzo posto nel 1949, la classicissima di primavera vinta da Coppi. Al mondiale del 1951, arrivò secondo battuto in volata dallo svizzero Ferdy Kubler. Tra le sue molte affermazioni anche classiche italiane come tre Giri del Piemonte, tre Trofei Baracchi e tre campionati nazionali con ai posti d’onore Coppi, Bartali e Defilippis. Si ritirò il 4 novembre del 1956, con la mitica maglia della Nivea- Fuchs e chiuse la sua brillante carriera con 47 vittorie.



La nuova vita. Riccardo Ricco’

di Claudio Visci

Il romagnolo Riccardo Ricco’, nato a Sassuolo, il 1 settembre 1983, squalificato per doping fino al 2024. Professionista dal 2006 al 2012, soprannominato” il Cobra”, nel 2008 si aggiudicò due tappe al Giro d’Italia e concluse al secondo posto dietro lo spagnolo Alberto Contador. Vinse anche due frazioni alla Tirreno- Adriatico. Al Giro del 2007 trionfò nella frazione sulle Tre Cime di Lavaredo e chiuse la corsa rosa al sesto posto a 7′ minuti dal vincitore, l’abruzzese Danilo Di Luca. Al Tour de France si affermò in due tappe, ma poi fu trovato positivo ad un controllo antidoping , cacciato dalla corsa gialla e squalificato per due anni. Ritorna a correre, vince il Giro d’Austria, poi una caduta grave, si rialza e poi il 19 aprile 2012 il Tribunale Nazionale Antidoping infligge allo scalatore romagnolo una squalifica di 12 anni per emotrasfusione.Ora Riccardo Ricco’, 36 anni, ha aperto da quattro anni una gelateria a Tenerife e conduce l’attività insieme all’amata moglie Melissa. Ha un figlio avuto con Vania Rossi, ex ciclista e vive in Italia. Il ciclista romagnolo da non escludere un clamoroso ritorno alle corse.

 

 



I piu’ grandi scalatori della storia del ciclismo. Federico Martin Bahamontes

di Claudio Visci

Nato a Toledo il 9 luglio 1928, lo spagnolo Federico Martin Bahamontes, si gode la pensione a 91 anni. Professionista dal 1954 al 1965, vinse il Tour de France del 1959. Dalla scomparsa del francese Roger Walkowiak, avvenuta il 7 febbraio 2017, risulta il più anziano vincitore della corsa francese. In quei anni fu un grande scalatore, soprannominato “L’Aquila di Toledo”. Si impose vincendo sei volte la classifica destinata al miglior grimper al Tour conquistando la mitica maglia a pois, record battuto soltanto nel 2004 da Richard Virenque. Vinse sette tappe al Tour, tre alla Vuelta e una al Giro. Nelle dodici stagioni da professionista si aggiudicò ben 74 corse. La sua più grande impresa risale al 1959, anno in cui trionfò al Tour de France, battendo i francesi Anglade arrivato a 4’01” e Anquetil terzo sul podio a 5’05”. Vinse anche la cronoscalata del Puy- De Dome. Sempre al Tour del 1963 salì sul podio di Parigi altre due volte, dietro a Jacques Anquetil, mentre nel 1964 arrivò terzo alle spalle del vincitore ancora Anquetil, che vinse il suo quinto Tour. Non riuscì mai a vincere la Vuelta, battuto nel 1957 da Lorono.