Archivio mensile:Aprile, 2020

Ricordi: 70 anni fa trionfo di Gino Bartali alla Milano- Sanremo 1950

di Claudio Visci

Gino Bartali si aggiudica allo sprint la 41° edizione della classicissima di primavera, la Milano- Sanremo, disputata il 18 marzo 1950. Quarto successo del toscano, dopo le due vittorie consecutive del 1939 e 1940 e la terza nel 1947. Dopo vari attacchi di Fausto Coppi che viene sempre raggiunto con veemenza da Gino Bartali, con a ruota il francese Edouard Fachleitner. A Oneglia, a 12 km dall’arrivo della città dei fiori il terzetto di testa è raggiunto dal gruppo dei migliori, forte di una cinquantina di corridori, tra cui il temibile e favorito il belga Rik Van Steenbergen, campione del mondo, vincitore solo di una Sanremo nel 1954. Per la prima volta dal dopoguerra sarà volata di gruppo con Gino Bartali che sposa la ruota di Van Steenbergen, per poi saltarlo a 50 metri dal traguardo di via Roma, vincendo alla grande così a sorpresa la Sanremo. Trionfo italiano con Nedo Logli al secondo posto, Oreste Conte sul podio e quarto Fiorenzo Magni. Fu l’ultima classica vinta dall’intramontabile Gino Bartali.

 



I piu’ grandi scalatori della storia del ciclismo. Jean Robic

di Claudio Visci

Il francese Jean Robic nato a Vouziers, il 10 giugno 1921, è stato un ottimo scalatore, aggiudicandosi il Tour de France del 1947. Nel 1950 fu il primo campione del mondo di ciclocross. Fu professionista dal 1945 al 1959 e si ritirò nel 1961 con la maglia della Rochet. Di costituzione minuta ed esile era soprannominato, per il suo stile di scalatore”Testa di Vetro”, perché costretto a proteggersi col casco di cuoio dopo la frattura del cranio nella Parigi- Roubaix del 1944. Al Tour de France del 1947, vinse tre tappe e la classifica finale sul francese Fachleither a 3’38” e salì sul podio l’ italiano Brambilla a 10’06” dallo scalatore transalpino. Nel 1949 finì al quarto posto alla Grande Boucle, vinto da Fausto Coppi. Al Giro d’Italia venne solo nel 1950 e si ritirò. Fu terzo alla Liegi- Bastogne Liegi del 1953. Morì il 6 ottobre 1980 a 59 anni, in un incidente automobilistico in Francia, rientrando dalla serata a Germiny- Leveque dove l’ olandese Joop Zoetemelk celebrava la vittoria al Tour.



I ciclisti italiani che hanno vinto la Parigi- Roubaix. Andrea Tafi 1999

di Claudio Visci

Al termine di una fuga straordinaria, il toscano Andrea Tafi vince in solitudine la 97° edizione della Parigi- Roubaix. Con la maglia tricolore arriva da solo sul famoso velodromo  francese e sigla una delle più grandi imprese del ciclismo moderno. Il portacolori della Mapei firma la prestigiosa classica del pavé, dopo aver ottenuto nel 1996 un terzo posto dietro Fabio Baldato e Andrei Thcmil, l’estone vincitore, mentre nel 1998 si piazzò al secondo alle spalle di Franco Ballerini, vincitore nel 1998. Un altro grande trionfo della Mapei con la piazza d’onore del belga Peeters arrivato a 2’14” secondi e sul podio l’altro belga Steel a 4’18”. È l’ undicesima vittoria dei corridori italiani alla classica francese. Andrea Tafi è stato l’ ultimo ciclista italiano a vincere sulle pietre. Sono venti anni che i nostri azzurri non salgono sul podio più alto.



Amstel Gold Race 2019. Vittoria di Mathieu Van Der Poel

di Claudio Visci

Il talento olandese Mathieu Van Der Poel si aggiudica da trionfatore la 54° edizione del l’Amstel Gold Race, la classica dei Paesi Bassi della birra. Su di un percorso vallonato, con partenza da Maastricht e arrivo a Berg en Terblijt, sopra Valkenburg di 265km di corsa. Nell’ultima “cote”, prima dell’arrivo si sganciano dal gruppo il danese dell’Astana Jakob Fuglsang e il francese Julian Alaphilippe(Deceuninck- Quick Step) che vengono ripresi nel finale da un gruppetto, tra il quale uno scatenato Mathieu Van Der Poel(Corendon- Circus) rientra sui due fuggitivi come una moto e vince con una spettacolare volata lunga di forza la classica di casa. Alla piazza d’onore si piazza l’australiano Simon Clarke e terzo Jakob Fuglsang, autore di una prova maiuscola. Degli azzurri il settimo di Alessandro De Marchi(CCC) e il decimo posto di Matteo Trentin(Mitchelton- Scott). Dal 2001 con la vittoria di Erik Dekker, dopo diciotto anni un olandese rivince l’Amstel.

 

 



I piu’ grandi scalatori della storia del ciclismo. Luis Herrera

di Claudio Visci

Vinse la Vuelta di Spagna nel 1987 e si aggiudicò la classifica scalatori in tutti e tre i Grandi Giri. Stiamo parlando di Luis Herrera, il colombiano di Fusagasuga, è stato uno dei più grandi grimper di tutti i tempi. Si affermò al Giro di Spagna, battendo il tedesco Dietzen arrivato a 1’04” secondi e terzo sul podio finì il francese Fignon a 3’13” secondi. Al Tour de France, in particolare non fu tanto brillante, cogliendo un quinto posto come miglior risultato nel 1987. Ottenne diversi successi di tappa e si impose per ben due volte, proprio nel 1987 e nel 1985, nella classifica degli scalatori, portando a casa l’ambita maglia a pois. Ha corso con le divise del Cafe’ de Colombia e Poston.  La sua breve carriera si chiuse nel 1992, in cui si classificò all’ottavo posto finale al Giro d’Italia con una vittoria di tappa. Fu il primo colombiano a trionfare in un grande Giro. Nairo Quintana ha vinto la Vuelta del 2016, oltre al Giro del 2014, mentre Egan Bernal si è aggiudicato nel 2019 il prestigioso Tour de France.

 



I ciclisti italiani che hanno vinto la Parigi- Roubaix. Franco Ballerini 1998

di Claudio Visci

Bis fantastico del toscano Franco Ballerini che trionfa nella 96° edizione della Parigi- Roubaix del 1998. Doppietta fantastica dei corridori italiani con il secondo posto dell’altro toscano Andrea Tafi a 4’16” e il terzo posto del belga Wilfred Peeters, che completa il successo incredibile dello squadrone Mapei- Bricobi. L’ olandese della Rabobank Leon Van Bon arrivato a 4’49” secondi che supera in volata il francese Frederic Moncassin(Gan). Il “Ballero” vola letteralmente sulle pietre fangose di pioggia, stacca tutti gli avversari a 25 km dalla conclusione sul velodromo di Roubaix e conquista la decima vittoria dei colori azzurri della leggendaria corsa francese. Il 2001 è la sua ultima partecipazione alla Roubaix e proprio nella sua corsa speciale arriva al trentaduesimo posto e decide di chiudere la carriera di corridore a questa classica che gli ha dato fama e popolarità. Da Commissario Tecnico, guido’ con grandissimi risultati la Nazionale Italiana che portò alla vittoria dei mondiali di Paolo Bettini due volte, oltre al titolo olimpico, a Mario Cipollini e Alessandro Ballan. Appassionato di auto, il 7 febbraio 2010 morì in seguito ad un incidente durante il rally di Larciano. Un tragico destino di un personaggio speciale e amatissimo.



I ciclisti italiani che hanno vinto la Parigi- Roubaix. Franco Ballerini 1995

di Claudio Visci

La prima affermazione del compianto Franco Ballerini che si aggiudicò con la maglia della corazzata(Mapei), la 93° edizione della Parigi- Roubaix. Al posto d’onore si classificò l’estone Andrei Tchmil(Lotto-Isoglass) arrivato a 1’56” secondi dal toscano, superando allo sprint il belga Johan Musseuw, che completa il podio del trionfo della squadra del patron Giorgio Squinzi, scomparso qualche mese fa. Ekimov e Capiot al quarto e al quinto posto. Fabio Baldato al settimo e Gianluca Bortolami al decimo posto. L’anno dopo nel 1996 il lombardo fu battuto da Musseuw. A 34 km dal traguardo, nel settore di pavé di Templeuve, Ballerini scattò deciso ed è rimasto da solo fin sul famoso velodromo di Roubaix trionfando alla grande, cancellando la beffa del 1993, quando il francese Duclos Lassalle lo batté per otto millimetri. È la nona vittoria italiana della storia della classicissima del pavé. Poi il bis nel 1998. Inimitabile.



I piu’ grandi scalatori della storia del ciclismo. Charly Gaul

di Claudio Visci

Era ” soprannominato” l’angelo della montagna”, il lussemburghese Charly Gaul, nato a Pfaffenthal, l’8 dicembre 1932. Professionista dal 1953 al 1965, il grande scalatore, vinse due Giri d’Italia nel 1956 e nel 1959 e il Tour de France del 1958. Si piazzò due volte terzo al Giro e due volte terzo anche al Tour. Si impose in 11 tappe alla corsa rosa e 10 in quella francese. Nel 1956 si aggiudicò il primo Giro d’Italia, ma vi raccontiamo una delle celebri vittorie del grimper. Una frazione da tregenda quella che partì da Merano fino all’arrivo del Monte Bondone, con i passi del Rolle e del Brocon sterrato. In una giornata caratterizzata da neve, vento e gelo, lo scalatore Gaul tagliò per primo il traguardo. Ben 44 degli 87 ciclisti partiti al mattino abbandonarono la corsa rosa. L’abruzzese Alessandro Fantini, giunse con 8′ minuti di ritardo, mentre la maglia rosa Pasquale Fornara si ritirò. In quel Giro Fiorenzo Magni si piazzò al secondo posto della classifica generale a 3’27” dal vincitore Gaul, che fece il bis nel 1959 su Anquetil. Uno dei più forti scalatori in assoluto. Morì il 6 dicembre 2005, per un’embolia polmonare a Lussemburgo, prima del suo 73 compleanno. Una delle imprese più epiche e leggendarie del ciclismo di quell’epoca.



Ricordi: 40 anni fa trionfo di Giuseppe Saronni alla Freccia Vallone

di Claudio Visci

Sono passati 40 anni dall’impresa di Giuseppe Saronni del 17 aprile 1980 che si aggiudicò in solitudine la 44° edizione della Freccia Vallone, in Belgio. La classica delle Ardenne si correva da Mons e arrivo a Spa, sede del Gran Premio di Formula 1. Da parecchi anni ora il traguardo è posto sull’erta terribile del muro di Huy. La classica belga si svolgeva sulla distanza di 248 km, di una giornata con pioggia e molto freddo. Il lombardo staccò tutti con uno scatto bruciante nella penultima”cote”, compreso il favorito Bernard Hinault, riprese lo svedese Sven-Ake Nilsson e lo batté facilmente allo sprint con qualche metro di vantaggio. Il fuoriclasse francese Hinault finì al terzo posto, dominando poi nel finale di stagione il mondiale di Sallanches. L’anno prima Beppe Saronni vinse il primo dei due Giri d’Italia conquistati. Fu il sesto centro dei colori azzurri alla classica vallone. Al suo quarto anno nei professionisti, portava la maglia GIS diretta da Carlo Chiappano e Piero Pieroni. Dal 2009 non vinciamo più la Freccia Vallone, l’ultimo successo fu di Davide Rebellin.



La nuova vita. Maurizio Fondriest

di Claudio Visci

Il trentino Maurizio Fondriest, nato a Cles, il 15 gennaio 1965, è stato professionista dal 1987 al 1998, fu campione del mondo in linea e vinse la Milano- Sanremo. Grande rivale di Gianni Bugno, ha corso con le divise della Del Tongo, Panasonic, Lampre, Roslotto e Cofidis, la squadra francese con cui chiuse la sua ricca carriera. Si mise sulle spalle la maglia iridata nel mondiale di Renaix, in Belgio, laureandosi campione del mondo, in una rocambolesca volata a tre, il canadese Steve Bauer, commise una scorrettezza facendo cadere rovinosamente a terra il belga Claude Criquielion, mentre Bauer fu in seguito squalificato. Al secondo posto si piazzò il francese Gayant a 27″ secondi e terzo di bronzo fu lo spagnolo Fernandez a 41″ secondi.Nel 1993 fu l’anno straordinario per Fondriest che si aggiudicò prima la Tirreno- Adriatico, la Milano- Sanremo e la Freccia Vallone e concluse la stagione con 25 vittorie. Vinse anche un Campionato di Zurigo e molte classiche italiane come il Giro del Lazio, Giro di Toscana e Coppa Agostini. Adesso, Maurizio Fondriest, oggi 55 anni, vive a Cles con la moglie Ornella e i tre figli: Maria Vittoria, Carlotta e Lorenzo. Attualmente svolge l’attività industriale come produttore di bici con un proprio marchio. In passato è stato anche commentatore tecnico alla Rai.