Archivio mensile:Maggio, 2020

La nuova vita. Luciano Rabottini

di Claudio Visci

L’abruzzese Luciano Rabottini, nato in Belgio a Beyne- Heusay, il 23 gennaio del 1958, è stato professionista dal 1981 al 1990, ottenendo nella sua carriera quattro vittorie, tra cui la Tirreno- Adriatico del 1986, vinta grazie ad una ” fuga bidone”, nella seconda tappa con arrivo a Cortona, precedento allo sprint, l’altro abruzzese Palmiro Masciarelli, gregario di Francesco Moser, il trentino poi finito al secondo posto della classifica generale della corsa dei due mari, dietro a Rabottini. Fu poi quinto al Giro di Lombardia del 1981, vincitore l’olandese Kuiper e terzo al Giro del Piemonte. Ha corso con le divise della GIS Gelati, Metauro Mobili, Vini Ricordi, Ariostea e si ritirò dall’attività agonistica nel 1990. Dopo il ritiro dalle corse è rimasto legato al mondo delle due ruote: ha infatti un negozio di bici a Marina di Città Sant’Angelo, vicino Pescara, e gestisce una scuola di ciclismo giovanile. Oggi Luciano Rabottini, 62 anni, sposato con Loredana ha due figli: Serena e Matteo, professionista con la Meridiana- Kamen, vincitore di una tappa al Giro d’Italia del 2012.



Pista. Tre grandi personaggi italiani. Sante Gaiardoni

di Claudio Visci

Un altro grande ciclista della pista, è stato Sante Gaiardoni, nato a Villafranca di Verona, il 29 giugno 1939, il veneto fu uno specialista nella velocità su pista, in cui fu campione del mondo ai Giochi Olimpici a Roma nel 1960, nella specialità della velocità e anche il secondo oro nel km da fermo. Passato professionista nel 1961, vinse il mondiale nella velocità a Rocourt nel 1963 e tre medaglie d’argento a Milano nel 1962, a San Sebastian 1965 e a Leicester nel 1970. Conquistò altri due bronzi, a Francoforte nel 1966 e a Brno nel 1969, sempre nella velocità. Concluse la sua brillante carriera nel 1971 con la casacca della Dreher. Sposato con la cantante Elsa Quarta, ha tentato anche la carriera politica candidandosi a Milano nel maggio del 2006. Oggi Sante Gaiardoni, 80 anni, vive a Motta Visconti, in provincia di Milano, vicino alla figlia Samantha. È stato un grande rivale del compianto Antonio Maspes.



I ciclisti italiani che hanno vinto il campionato del mondo. Francesco Moser 1977

di Claudio Visci

E venne il grande giorno di Francesco Moser nella 50° edizione del campionato mondiale, disputato a San Cristobal, in Venezuela sulla distanza di 255 km. Il trentino, battuto l’anno prima nel 1976 a Ostuni, in Puglia, in una volata a due dominata dal belga Freddy Maertens, Francesco Moser sotto una pioggia battente supera allo sprint il tedesco Dietrich Thurau. L’azione decisiva fu portata da Moser e Thurau, che riuscirono a staccare il gruppo e arrivare soli al traguardo, dove Moser si aggiudicò il titolo mondiale. Su 89 partenti, solo 33 conclusero la prova iridata. L’anno dopo nel 1978, Francesco Moser fu battuto per pochi centimetri allo sprint dall’olandese Gerrie Knetemann sul circuito del Nürburgring, in Germania.



Ciclismo femminile. Nasce la roubaix donne

di Claudio Visci

Anche il calendario femminile si aprirà, dopo quasi cinque mesi di vuoto, il 1 agosto con le Strade Bianche a Siena, in linea con la data di riapertura dei professionisti. Gli eventi più importanti saranno il 29 agosto con La Course Byle Tour in Francia, le classiche del nord, oltre alla prima edizione della Parigi- Roubaix, sono in programma a ottobre la Liegi- Bastogne Liegi, Amstel Gold Race e Giro delle Fiandre. Il Giro d’Italia Rosa si svolgerà dall’11 al 19 settembre. La stagione si chiuderà dal 6 all’otto novembre in Spagna, in una corsa di tre giorni.

Il calendario della stagione femminile:

Agosto: 1 Strade Bianche(Italia) 8: Postnord Vargarda West Sweden- cronometro (Svezia) 9: Postnord Vargarda West Sweden- strada (Svezia) 13-16 Ladies Tour of Norway( Norvegia) 26: Gran Premio Plouay- Lorient(Francia) 29: La Course by Le Tour( Francia)

Settembre:1-6: Boels Ladies Tour(Paesi Bassi) 11-19 Giro d’Italia 30: Freccia Vallone(Belgio)

Ottobre:4: Liegi- Bastogne Liegi(Belgio) 10: Amstel Gold Race(Olanda) 11:Gand- Wevelgem(Belgio) 18: Giro delle Fiandre(Belgio) 20: Tour of Guangxi(Cina) 20: La Panne(Belgio) 23-25: Tour of Chongming Islandese(Cina) 25: Parigi- Roubaix( Francia)

Novembre: 6-8: Ceratizit Madrid Challenge by La Vuelta(Spagna).

 



Pista. Tre grandi personaggi italiani. Giuseppe Beghetto

di Claudio Visci

Professionista dal 1963 al 1973, dopo aver vinto anche l’oro ai Giochi Olimpici a Roma del 1960 nel tandem, oltre a due argenti nella velocità dilettanti a Zurigo e a Milano. Nella massima categoria Giuseppe Beghetto, nato a Tombolo, nel padovano, l’8 ottobre 1939, si aggiudicò tre ori ai mondiali nella velocità: a San Sebastian nel 1965, a Francoforte nel 1966 e a Roma nel 1968. In due occasioni ha battuto l’altro grande rivale Sante Gaiardoni. Ad Amsterdam nel 1967 conquistò la medaglia d’argento. Corse anche su strada, ottenendo due tappe al Giro di Sardegna del 1969 e una frazione alla Tirreno- Adriatico del 1971. Si ritirò dalle gare nel 1972 con la maglia della Supermercato Calzature. I figli Massimo e Luigi sono stati calciatori in serie A. Andrea Beghetto, nipote del pistard italiano da tre anni gioca con il Frosinone in serie B.



I ciclisti italiani che hanno vinto il campionato del mondo. Felice Gimondi 1973

di Claudio Visci

Il bergamasco di Sedrina Felice Gimondi, conquista la maglia iridata sul circuito di Moutjuic a Barcellona, in Spagna, il 2 settembre 1973 sulla distanza di 248 km. Il favorito principale era senz’altro ancora il belga Eddy Merckx, già vincitore di due mondiali, nel 1971 vinse a Mendrisio, proprio battendo in volata il campione italiano. La prova si decise all’undicesimo giro dei diciassette previsti, con un attacco di un gruppetto formato da Felice Gimondi, Domingo Perurena, Giovanni Battagnin, Luis Ocana, Joop Zoetemelk, Freddy Maertens e Eddy Merckx. Sul traguardo finale in quattro a giocarsi l’ambita vittoria: l’attacco di Maertens, che poi vinse due mondiali su Moser e Saronni, favorì Gimondi, che lo superò alla fine di uno sprint lungo e difficile. Felice Gimondi veste l’iride e l’anno dopo nel 1974 si aggiudica con la maglia iridata la Milano- Sanremo. Merckx finì solo quarto in quel mondiale, dietro anche allo spagnolo Ocana medaglia di bronzo.



L’UCI ufficializza il nuovo calendario 2020. Le nuove date: Giro d’Italia a ottobre con Vuelta e Roubaix

di Claudio Visci

L’UCI ha reso noto ieri le date del programma delle corse che partono il 1 agosto con Le Strade Bianche a Siena, mentre l’8 agosto ci sarà la Milano- Sanremo. Il Giro d’Italia si svolgerà dal 3 al 25 ottobre. La corsa rosa dunque risulterà in concomitanza con tre grandi appuntamenti delle classiche”Monumento”: Parigi- Roubaix, Giro delle Fiandre e Liegi- Bastogne Liegi. Il Tour de France partirà da Nizza il 29 agosto e si concluderà a Parigi il 20 settembre. La Vuelta di Spagna comincerà il 20 ottobre e finirà l’8 novembre dopo 18 tappe a Madrid. L’ultima corsa in linea infatti è il Giro di Lombardia collocato il 31 ottobre. I mondiali su strada dal 20 al 27 settembre in Svizzera. In tutto sono evidenziati 25 eventi, di cui otto corse a tappe, e 17 prove da un giorno.

Calendario UCI World Tour 2020

Agosto: Strade Bianche; 5-9: Giro di Polonia; 8: Milano- Sanremo; 12-16: Giro del Delfinato; 16: Prudential Ride London!; 25: Bretagna Classica; 29 agosto- 20 settembre: Tour de France

Settembre:7-14 settembre: Tirreno- Adriatico; 11 settembre: Gran Prix Quebec; 13:Gran Prix Montreal; 29 settembre- 3 ottobre: Bink Hank Tour; 30: Freccia Vallone

Ottobre:3-25: Giro d’Italia; 4:Liegi- Bastogne Liegi; 10: Amstel Golf Race; 11: Gand- Wevelgem; 14: Giro delle Fiandre; 15-20: Tour Guangxi; 20 ottobre- 8 novembre: Vuelta di Spagna;  21: Brugge- De Panne; 25: Parigi- Roubaix; 31: Giro di Lombardia.

Questo in sintesi il calendario, ma tutto dipenderà ancora del maledetto virus che speriamo scomparirà.



Pista. Tre grandi personaggi italiani. Antonio Maspes

di Claudio Visci

Vi racconteremo la carriera e la loro vita di tre grandi ciclisti nella specialità della pista.

Antonio Maspes, nato a Cesano Maderno il 14 gennaio 1932, è stato un eccezionale pistard italiano. Una carriera straordinaria cominciata nel 1955, sulla pista del Vigorelli a Milano, conquistò davanti a 20.000 persone, il primo titolo iridato, che bissò l’anno successivo nel 1956 a Copenaghen. Vinse sette titoli mondiali nella velocità, quattro consecutivi: Amsterdam 1959, Lipsia 1960, Zurigo 1961 e Milano nel 1962. Fu bronzo a Parigi nel 1958. Nel 1963 fu invece sconfitto dall’eterno rivale Sante Gaiardoni sulla pista di Rocour, in Francia. L’ultimo oro lo conquistò a Parigi nel 1964. I suoi sette titoli mondiali furono superati, solo negli anni ’80 dal giapponese Koichi Nakano. Nel 1952 ai Giochi Olimpici di Helsinki, conquistò la medaglia di bronzo nel tandem, in coppia con Cesare Pinarello.Chiuse la carriera nel 1968, all’età di 35 anni, dopo aver ottenuto un quarto posto ai mondiali. Si è spento a Milano il 19 ottobre, all’età di 68 anni. Fu il re del Vigorelli, dopo la sua morte gli fu intitolata la famosa pista.



I ciclisti italiani che hanno vinto il campionato del mondo. Marino Basso 1972

di Claudio Visci

Il campionato del mondo del 1972, disputato a Gap, in Francia su di un percorso vallonato adatto agli scalatori, sulla distanza di 272 km. Un finale incredibile ed emozionante fino alla fine del traguardo, quando il veneto Marino Basso fulminò allo sprint Franco Bitossi. Fu la Nazionale azzurra a comandare la corsa, ma a due km dall’arrivo della città francese, uscì Bitossi che guadagnò un considerevole vantaggio. Sul lungo rettilineo finale, in leggera salita, il toscano si piantò a pochi metri dalla linea e fu superato dal velocista Basso che conquistò la maglia arcobaleno. Franco Bitossi al secondo posto, rammaricato e deluso, mentre il francese Guimard finì al terzo. Quarto Eddy Merckx e quinto l’olandese Joop Zoetemelk. Per Marino Basso si trattò di una vittoria straordinaria e vinse nella sua brillante carriera un Giro del Piemonte e 27 tappe nei Grandi Giri.



Gino bartali. 20 anni senza un campione unico

di Claudio Visci

Vent’anni fa moriva Gino Bartali. Era il 5 maggio del 2000. L’uomo di ferro: l’unico nella storia del ciclismo, in grado di vincere due Tour de France a distanza di 10 anni, un esempio di coraggio e impegno civile. Se non ci fosse stata la guerra chissà quanti Giri e Tour avrebbe vinto. Storica fu la rivalità con il Campionissimo Fausto Coppi, grandi duelli che in quell’epoca divisero l’Italia intera. Oltre, alle sue straordinarie vittorie, Bartali seppe da fervido credente, iscritto all’Azione Cattolica si era messo al servizio di una rete clandestina per il salvataggio di 800 ebrei. Faceva il servizio in bici da Firenze ad Assisi, a rischio della propria vita, per trasportare documenti falsi. Un impegno per il quale gli fu conferita la medaglia d’oro al Merito Civile e venne dichiarato da Israele “Giusto tra le Nazioni”. Ecco chi è stato e chi era Gino Bartali, oltre ad essere stato un grande campione.