Archivio mensile:Maggio, 2020

I ciclisti italiani che hanno vinto la liegi- bastogne liegi. Paolo Bettini 2002

di Claudio Visci

Secondo trionfo a distanza di due anni di Paolo Bettini che vince allo sprint l’88° Liegi- Bastogne Liegi con partenza da Liegi e arrivo ad Ans dopo 264 km.Successo dei colori azzurri in una volata a due con la vittoria della Mapei con Paolo Bettini e Stefano Garzelli ai primi due posti. Al terzo posto sul podio arriva Ivan Basso(Fassa Bortolo) a 15″, poi quarto Mirko Celestino(Saeco) a 23″ e quinto Massimo Codol(Lampre- Daikin). Mai era successo che cinque italiani occupassero i primi cinque posti nella classifica generale della Doyenne. La corsa si decide a 60 km dalla fine, quando Codol scatta e raggiunge il francese Salanson, da dietro rientrano Bettini, Celestino e Basso. A 5 km dalla conclusione di Ans, Garzelli parte come un missile in salita e il solo compagno di squadra, il toscano Bettini resiste alla stoccata del lombardo. I due vanno insieme al traguardo con la stupenda vittoria del “Grillo” Bettini sul fidato Garzelli. L’anno dopo nel 2003 Paolo Bettini riesce finalmente a trionfare alla Milano- Sanremo e dopo al campionato italiano.



La nuova vita. Michele Coppolillo

di Anna Santilli

Il calabrese Michele Coppolillo, nato a Cosenza il 17 luglio 1967, è stato un ottimo gregario del ciclismo italiano. Professionista dal 1991 al 2001, ha corso con le maglie Asics, Mercatone Uno e Panaria. Nella sua carriera vanta solo due vittorie, in una tappa al Tour del Mediterraneo e al Trofeo Pantalica. Fu terzo alla Milano- Sanremo del 1993, dietro il russo Gontchenkov e Gabriele Colombo, vincitore a sorpresa della classica italiana. Umile e generoso è stato gregario di Marco Pantani alla Mercatone dal 1999 al 2000 e nel 2001 si è ritirato dall’attività agonistica. Oggi Michele Coppolillo vive a Dozza, vicino Imola con la moglie e due splendide figlie. È rimasto nel mondo delle due ruote, tecnico della formazione dilettanti under 23, team regionale Emilia Romagna voluto dal Commissario Tecnico Davide Cassani, subito sposata dal governatore Stefano Bonaccini.



I ciclisti italiani che hanno vinto il campionato del mondo. Learco Guerra 1931

di Claudio Visci

Il campionato del mondo che si disputò a Copenaghen, in Danimarca il 26 agosto 1931 e furono l’unica edizione in cui il titolo iridato fu assegnato con una prova a cronometro individuale di 170 km. La vittoria fu appannaggio della Nazionale azzurra, con Learco Guerra, che vinse la medaglia d’oro, staccando di 4’37” secondi il francese Ferdinand Le Drogo e terzo posto di bronzo lo svizzero Albert Buchi arrivato a 4’48”. Al quarto posto si piazzò Battesini con un ritardo di 6’03” dal campione mantovano che l’anno prima nel 1930 arrivò al posto d’onore con la vittoria di Alfredo Binda. Alla partenza della prova iridata si presentarono solo 17 corridori. Soprannominato “La Locomotiva Umana”, Learco Guerra colse la medaglia d’argento nel mondiale del 1934, vinto dal belga Kaers.



I ciclisti che hanno vinto la liegi- bastogne liegi. Paolo bettini 2000

di Claudio Visci

Un altro grande corridore italiano viene alla ribalta del ciclismo internazionale. È il toscano Paolo Bettini che trionfa all’86° Liegi- Bastogne Liegi. Per il 26 enne atleta di California è il primo successo importante di un corridore che poi diventerà nelle classiche in linea, uno dei più forti nella storia del ciclismo. Due titoli mondiali, un titolo olimpico, due Lombardia, due Liegi e due Coppa del Mondo. Fantastico ed insuperabile. La corsa si decide sull’ultima erta finale, lo strappo di Ans, prima del traguardo, Bettini brucia allo sprint lo spagnolo David Etxebarria(Once) e terzo sul podio l’altro azzurro Davide Rebellin(Liquigas). Il veneto Rebellin, oggi a 49 anni ancora gareggia. Nel 2004 vinse la Freccia Vallone, l’Amstel e la Liegi tre corse di fila. L’anno magico e storico dello stakanovista del pedale. Al quarto Vladimir Belli(Fassa Bortolo) a 10″ e quinto a 12″ Axel Merckx, compagno di squadra di Bettini alla Mapei e figlio del cannibale Eddy Merckx. Il grillo Bettini replica il bis nel 2002.